Mi chiamo Andrea, vivo a Correggio e lavoro da remoto nel tech. Ho vissuto ad Amsterdam. Ho lavorato a Milano. Potevo restare in qualsiasi delle due. Ho scelto di tornare in provincia. E ogni giorno sono contento di averlo fatto. Ma ogni tanto — non sempre, non ogni giorno, ma ogni tanto — mi manca qualcosa.
Questa è la storia di quel "qualcosa".
Correggio non è Amsterdam
Lo so, sembra ovvio detto così. Ma lasciatemi spiegare cosa intendo davvero.
Ad Amsterdam, un mercoledì sera qualsiasi, potevi andare a un meetup di product manager, a una cena con gente di una startup, a un talk su AI in un coworking sul canale. Non perché Amsterdam fosse perfetta — ma perché in una grande città la densità di persone interessanti è altissima. Ti bastava uscire di casa.
A Correggio, un mercoledì sera, le opzioni sono: la pizza da Mario o un giro in piazza. Che va benissimo, sia chiaro. Ma se hai voglia di parlare con qualcuno di come sta cambiando il tuo settore, di confrontarti su un'idea, di incontrare persone che fanno lavori diversi e vivono vite piene — buona fortuna.
Non è un confronto per dire che una è meglio dell'altra. Sono diverse. Ho scelto la provincia consapevolmente — per la famiglia, per la qualità della vita, perché l'Emilia è casa mia. Ma il prezzo di quella scelta è la mancanza di stimoli professionali e sociali che in città arrivano gratis.
Quello che mi manca
Non mi manca Amsterdam. Non mi manca Milano. Mi mancano le cose che quelle città ti davano senza che tu le cercassi.
Gli eventi che ti aprono la testa
Un talk su un tema che non conoscevi. Un meetup dove scopri un tool nuovo. Una conversazione random con uno sconosciuto che ti cambia prospettiva. In provincia queste cose non succedono. Non perché manchino le persone intelligenti — ma perché sono disperse, invisibili, ognuna a casa sua.
Le conversazioni che ti fanno crescere
Non parlo di small talk. Parlo di quelle conversazioni dove racconti un problema di lavoro e qualcuno ti dice "ho avuto lo stesso problema, l'ho risolto così". In ufficio succedeva per caso. In provincia devi organizzartele — e chi ha tempo?
La community di persone che capiscono
I miei amici di Correggio sono fantastici. Ma quando parlo di SaaS, product management o remote work, mi guardano come se parlassi un'altra lingua. E in un certo senso la parlo davvero.
L'energia delle persone ambiziose
In una grande città, l'ambizione è nell'aria. Tutti stanno costruendo qualcosa, lanciando qualcosa, imparando qualcosa. Quell'energia è contagiosa. In provincia l'aria è pulita — ma quell'energia è più rara.
Sia chiaro: non sto dicendo che in provincia la gente non è interessante. Sto dicendo che la densità è diversa. Se lavori nel tech e vivi a Correggio, le persone che fanno il tuo stesso mestiere entro 20 km si contano sulle dita di una mano. A Milano sono migliaia. A Amsterdam decine di migliaia.
La provincia ti dà una vita bellissima. Ma ti toglie la tribù professionale. E per chi lavora da remoto, quella tribù non esiste nemmeno in ufficio.
La doppia solitudine
Ecco il punto che non ho letto da nessuna parte. Il remote worker in provincia vive una doppia solitudine. La prima è quella classica di chi lavora da remoto — niente colleghi, niente pausa caffè, niente interazione umana spontanea. Ce l'hanno tutti i remote worker, ovunque vivano.
La seconda è quella di chi vive in un posto dove non c'è una community professionale. Se lavori da remoto a Milano, almeno puoi andare a un meetup. Puoi trovare un coworking pieno di freelancer. Puoi uscire il sabato e incontrare gente che lavora nel tuo settore. In provincia non hai nemmeno questo.
Il risultato? Sei isolato al quadrato. Dal lavoro e dal territorio. E questa è la dura legge di provincia.
Non voglio tornare in città
Sia chiaro: la soluzione non è tornare in città. L'ho fatto, ho vissuto in città, so cosa significa. Non lo voglio. Voglio il giardino, voglio i miei genitori a dieci minuti, voglio il parmigiano del caseificio dietro casa, voglio il silenzio della pianura. Non scambierei niente di tutto questo per un bilocale a Porta Romana.
Ma voglio anche gli stimoli. Voglio le conversazioni. Voglio le persone che capiscono il mio lavoro e la mia vita. Voglio una community.
E se quella community non esiste dove vivo — allora la creo.
La community che costruisco
RemWork nasce anche da qui. Dalla consapevolezza che là fuori ci sono migliaia di Andrea — persone che lavorano da remoto in provincia, che amano dove vivono, ma che sentono la mancanza di una tribù professionale.
Persone che non vedono l'ora di incontrarsi. Che vogliono parlare con qualcuno che capisce cosa vuol dire fare una demo alle 21 con gli americani dal tavolo della cucina di un paesino di 20.000 abitanti.
La community parte online — newsletter, gruppo WhatsApp, conversazioni. Ma il bello vero succede quando ci vediamo dal vivo. Nelle esperienze RemWork, dove per una settimana smetti di essere l'unico remote worker del tuo paese e ti ritrovi in mezzo a persone come te.
Io sono certo di una cosa: quando questa community prenderà forma, nessuno vorrà restare solo online. Tutti vorranno vedersi. Perché chi vive la provincia sa quanto è prezioso incontrare qualcuno che parla la tua lingua. E quando lo trovi, non te lo fai scappare.
A chi vive in provincia
Se vivi in un paesino, in una cittadina, in qualsiasi posto che non sia Milano, Roma o una grande capitale europea — e lavori da remoto — questo articolo è per te.
Hai fatto una scelta bellissima. La qualità della vita che hai è invidiabile. Ma so cosa ti manca, perché mi manca la stessa cosa. Ti manca il confronto. Ti mancano le persone. Ti manca quella scintilla che in città arrivava senza cercarla e in provincia devi costruirti da solo.
RemWork è il mio modo di costruirla. Non da solo — con te, con tutti quelli come noi. Una community che parte dalla provincia, che celebra la scelta di vivere fuori dalle grandi città, e che dimostra che non devi trasferirti a Milano per avere stimoli, connessioni e una vita professionale piena.
Correggio non è Amsterdam. Ma con le persone giuste, può diventare qualcosa di ancora meglio.
Perché Amsterdam ha i canali e i meetup. Ma noi abbiamo i tortelli e la voglia di costruire qualcosa di nuovo. E scommetto che vince la nostra.
Vivi in provincia?
Sei a casa.
La community per remote worker che hanno scelto di vivere dove vogliono. Non dove devono.
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