L'idea ti viene sempre nello stesso modo. Sei alla scrivania, un martedì qualsiasi, e pensi: potrei prendere e andare a lavorare da un posto bellissimo. Una settimana sulle Dolomiti. Qualche giorno in Sicilia. Un borgo in Toscana. Ho il portatile, ho il lavoro — cosa mi ferma?

Poi ci pensi cinque minuti e la risposta arriva: tutto. Ti ferma tutto.

La compagna va in ufficio

La prima persona a cui lo dici è la tua compagna. O il tuo compagno. La conversazione va più o meno così:

Tu

Senti, e se la prossima settimana andassi a lavorare dalle Dolomiti? Tanto lavoro da remoto, posso farlo da ovunque.

La tua compagna

Bella idea. Io però devo andare in ufficio.

Tu

Sì lo so, ma io intanto potrei—

La tua compagna

Quindi tu vai in montagna e io resto qui a lavorare? Da sola?

Fine della conversazione. E non perché la tua compagna sia cattiva. Ha ragione. Partire da solo mentre l'altra persona resta a casa a lavorare è complicato. Non è solo logistica — è equilibrio di coppia, è "perché tu sì e io no", è sentirsi in colpa per un privilegio che l'altra persona non ha.

Ok, allora provi con gli amici.

Gli amici non possono

Chiami il tuo amico più avventuroso. Quello che dice sempre "dovremmo fare un viaggio insieme". La conversazione dura ancora meno:

Tu

Ei, che ne dici di una settimana a lavorare dalla Sicilia? Io lavoro la mattina, poi il pomeriggio ci godiamo il posto.

Il tuo amico

Ma scusa, se devi lavorare che senso ha andare in Sicilia? Tanto sei davanti al portatile tutto il giorno. Perché sprecare il viaggio?

Eccolo. Il commento che ogni remote worker ha sentito almeno cento volte. "Perché sprecare il viaggio se devi lavorare." Come se lavorare da un posto bellissimo fosse una contraddizione. Come se il valore di un viaggio si misurasse solo nelle ore in cui non lavori.

Chi non lavora da remoto non capisce che lavorare la mattina in un agriturismo con vista sulle colline e poi fare un'esperienza incredibile al pomeriggio non è "sprecare il viaggio". È vivere il viaggio in un modo diverso — e spesso migliore — di una vacanza normale.

Ma provare a spiegarlo è fatica. Quindi lasci perdere anche con gli amici.

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E allora con chi vado?

Rimani con il portatile sulla scrivania, il martedì pomeriggio, con l'idea che muore lentamente. Perché la verità è questa: andare a lavorare da un posto bellissimo da solo è triste. Lavorare la mattina in silenzio va bene — lo fai già a casa. Ma il pomeriggio? La sera? Cenare da solo in un ristorante di un borgo dove non conosci nessuno? Fare un'escursione da solo? Non è quello che vuoi.

Vuoi condividere l'esperienza con qualcuno. Ma non con chiunque — con persone che capiscono. Che lavorano come te. Che non ti guardano strano se alle 9 apri il portatile invece di andare in spiaggia. Che la mattina sono in call come te e il pomeriggio hanno voglia di esplorare come te.

Il problema non è trovare il posto. È trovare le persone con cui andarci.

Il muro della vita vera

E poi c'è un'altra cosa di cui non si parla mai. Andare a lavorare da un posto bellissimo non è così scontato come sembra — soprattutto se hai una famiglia.

👶

"Ho due figli piccoli"

Partire una settimana vuol dire chiedere alla tua compagna di gestire tutto da sola. O organizzare una logistica complicatissima. Non è impossibile, ma non è nemmeno "faccio la valigia e parto".

🐕

"E il cane chi lo tiene?"

Sembra una sciocchezza, ma è un ostacolo vero. Se non hai qualcuno di fiducia, non parti. Punto.

💰

"Non posso spendere come per una vacanza"

Una settimana "di lavoro" non è una vacanza — e il budget non è lo stesso. Serve qualcosa di accessibile, non un resort a 200€ a notte.

🤷

"Non so nemmeno dove andare"

Cercare un posto con Wi-Fi serio, spazi per lavorare, cose da fare il pomeriggio, e che non sia troppo lontano — è un lavoro nel lavoro. Chi ha tempo?

Tutti questi ostacoli, messi insieme, creano un muro. E quel muro fa sì che la maggior parte dei remote worker con la possibilità teorica di lavorare da qualsiasi posto del mondo finisca per lavorare sempre dallo stesso posto. Casa.

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Una settimana. Solo una.

RemWork nasce per abbattere quel muro. Non chiedendoti di cambiare vita, di diventare un nomade, di partire per mesi. Chiedendoti una settimana. Solo una.

Una settimana in cui non devi organizzare niente. Non devi cercare il posto, verificare il Wi-Fi, trovare le cose da fare, convincere qualcuno a venire con te. Ci pensiamo noi a tutto — tu devi solo dire sì.

Cosa trovi in una settimana RemWork:

👥

8-12 persone come te. Remote worker che capiscono la tua vita, senza doverla spiegare.

📶

Un setting perfetto per lavorare. Wi-Fi, silenzio, spazi dedicati. Testato da noi.

🧭

Esperienze che da solo non faresti. Organizzate da chi conosce il territorio.

🍷

Cene, conversazioni, connessioni. Le sere che a casa non hai più.

Non devi convincere la tua compagna a venire — anzi, è una settimana per te, come lei ha le sue cose. Non devi convincere i tuoi amici — i tuoi compagni di viaggio li trovi lì. Non devi organizzare niente — il posto, il Wi-Fi, le esperienze, le cene: è tutto pronto.

E non è una vacanza. È una settimana di lavoro — ma in un posto bellissimo, con persone che parlano la tua lingua, vivendo esperienze che a casa non avresti mai fatto. Una settimana dopo la quale torni con nuove idee, nuove connessioni, e la sensazione di aver fatto qualcosa per te stesso.

Non hai bisogno di qualcuno che venga con te. Hai bisogno di qualcuno che sia già lì.

RemWork è quel qualcuno. Anzi, sono 8-12 qualcuno. E ti stanno aspettando.

Non servono compagni di viaggio.
Servono compagni di lavoro.

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